
Nuovo colpo di scena su un mercato che sembra sempre più diretto da un esperto regista di thriller; ovviamente ci stiamo riferendo alla decisione della Fed di tagliare il costo del denaro e portarlo praticamente a zero.
Se un taglio dei tassi era molto prevedibile ed era stato preaanunciato dalla maggior parte degli analisti, quello che non ci si aspettava era che la banca centrale statunitense decidesse di effettuare un taglio ben più drastico dei 50 basis points preannunciati portando il costo del denaro addirittura a zero.
Una decisione questa che non ha precedenti nella storia statunitense e che esprime al meglio la preoccupazione e la gravità che questa crisi sta provocando nelle autorità statunitensi come del resto in quelle del resto del mondo.
Gli effeti sul mercato valutario non si sono certo fatti attendere e la conseguenza più ovvia è stata il crollo del dollaro che ha perso molte posizioni in tutti i principali cross; il grafico che meglio esprime l'instabilità e l'imprevedibilità di questo mercato è sicuramente l' Eur/Usd che dopo aver toccato 1.60 ai primi di luglio si era riportato sotto quota 1.25 per poi ritoccare quota 1.4100 oggi. Il mercato sembrava aver scontato già nella mattinata di ieri le previsioni di un taglio dei tassi statunitensi ma la sorpresa arrivata in serata dalla Fed ha amplificato gli effetti negativi sul biglietto verde che è letteralmente crollato e presumibilmente perderà ancora posizioni nei prossimi giorni.
Certo le vacanze natalizie arrivano nel momento migliore per la valuta statunitense e forse potranno dare una mano all'economia a stelle e strisce che come ha detto Bernanke ha abbandonato tutti i principi che hanno caratterizzato la sua storia economica per cercare di superare una crisi senza precedenti.
mercoledì 17 dicembre 2008
Tasso zero sotto natale
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, dicembre 17, 2008
lunedì 15 dicembre 2008
L'America buca le gomme al settore Automobilistico

E' un mercato che non finisce mai di stupire e che non lascia mai tranquilli. L'idea che c'eravamo fatti era che queste ultime settimane dell'anno sarebbero state tranquille e prive di grossi movimenti.
Evidentemente ci sbagliavamo almeno in parte; la volatilità infatti è dovuta in gran parte alle notizie macroeconomiche provenienti dagli States ed in particolare alla bocciatura del piano da 15 miliardi di dollari per il salvataggio del settore automobilitico che è stato rigettato dal senato e che mette seriamente a rischio la salute di un settore che appare realmente sull'orlo del tracollo con Ford e General Motors che ora tremano.
Ovviamente anche il dollaro ha risentito di questa notizia ed ha ampliato il trend ribassista intrapreso a inizio settimana sfondando quota 1.3400 e prospettando a questo punto anche il raggiungimento di 1.4000.
Euro forte nonostante i dati macroeconomici che parlano apertamente di recessione; Euro forte più a causa della debolezza delle altre valute che per meriti suoi quindi ed esempio lampante è rappresentato dal cross con la Sterlina che pare non riuscire ad interrompere il tracollo intrapreso ormai settimane fa e che sta portando il cross a toccare quota 0.900 inpensabile fino a poco tempo fa.
Per quel che riguarda la zona Asiatica vanno riportati i timori della Boj riguardanti la valuta giapponese troppo forte che rischia di penalizzare l'economia orientale.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, dicembre 15, 2008
martedì 9 dicembre 2008
Il "New Deal" di Obama

Il "New Deal" di Obama ha portato euforia sui mercati e quest'inizio settimana ha fatto registrare numerosi e cosistenti rialzi su quasi tutti i listini mondiali ed anche il mercato valutario ha risentito in parte di questa ondata di ottimismo.
I motivi di questo ottimismo come detto risiedono tutti nel piano economico contro la crisi presentato dal presidente neo-eletto Barack Obama e che prevede oltre a vantaggi fiscali per tutte le imprese in crisi anche un grande finanziamento ai settori in difficoltà, in particolar modo quello automobilistico che sembrava sull'orlo di un vero e proprio collasso.
Anche l'Eurozona sembra essere tornata ottimista dopo i numerosi tagli al costo del denaro effettuati la scorsa settimana, ultimo quello effettuato dalla Banca Centrale Svedese che ha effettuato il taglio più consistente di tutta la sua storia abbassando di ben 175 basis points i tassi portandoli così al 2%.
Per quel che concerne il mercato valutario dobbiamo riportare il grande rally della moneta unica europea nei confronti del dollaro che si è riportata nei pressi di quota 1.2900 e che ha trascinato con se anche il cable.
Per quel che concerne il cross Sterlina Yen invece non si vedono segnali di inversione per il momento e l'impressione è che per qualche inversione di tendenza su tutti i cross bisognerà aspettare l'inizio del nuovo anno quando la liquidità sui mercati ricomincerà ad aumentare e movimenti consistenti saranno di nuovo possibili.
Per ora possiamo stare attenti a qualche movimento sul breve dettato da ragioni di carattere tecnico o da reazioni emotive del mercato a dati macroeconomici di giornata.
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Giuseppe Ficara
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martedì, dicembre 09, 2008
lunedì 24 novembre 2008
Un po di ottimismo per gli USA

Settimana piuttosto ambigua sui mercati finanziari e valutari quella appena trascorsa. Dopo qualche giorno di apparente tranquillità i listini azionari hanno infatti fatto registrare pesanti perdite con l'indice Dow Jones che è ritornato in positivo solo venerdì.
La spinta per questo rialzo sembra essere arrivata dalle parole di Obama che ha parlato della situazione economica statunitense prospettando scenari ottimistici, ribadendo il taglio delle tasse per il 95% degli americani e confermando l'attuale presidente della Fed di New York Geithner come prossimo segretario del Tesoro.
Meno incoraggiante la situazione in Europa con i dati macroeconomici usciti venerdì che certo non aiutano ad essere positivi: l'indice PMI tedesco ed europeo si sono rivelato ben al di sotto delle previsoni degli analisti.
Grande importanza avrà questa settimana per chiarire il trend di un mercato che continua ad essere molto difficile da decifrare.
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lunedì, novembre 24, 2008
martedì 18 novembre 2008
Discorsi da "grandi"

Ennesimo incontro abbastanza inconcludente tra i "grandi" del continente. Nel tanto atteso meeting del G20 tenutosi questo week end non abbiamo assistito a nessun passo avanti.
Se da un incontro come questo ci attendevamo qualche dichiarazione forte o qualche provvedimento di carattere interventista, le nostre speranze sono state deluse.
Certo, la premessa da fare è doverosa, questa non è una situazione semplice da risolvere e qualsiasi provvedimento preso sarebbe stato probabilmente criticato da più parti, però onestamente qualcosa di più delle dichiarazioni di facciata sulla necessità di sostenere la crescita interna dei paesi evitando qualunque forma di protezionismo ce la si poteva aspettare.
Dal canto nostro potevamo attenderci anche qualche dichiarazione riguardante il mercato valutario che per l'ennesima volta è stato ignorato dai grandi del pianeta che evidentemente non lo considerano un grosso problema.
E il mercato come ha reagito? Sostanzialmente è rimasto indifferente, con solo la moneta unica che, sulla scia della delusione del G20 ha perso qualche posizione nei confronti del dollaro americano tornando cosi a quota 1.2516 per poi recuperare e risalire sopra 1.2600.
L'unico dato macroeconomico di grande rilievo è stato il GDP giapponese che ha fatto segnare una diminuzione dello 0.1% confermando così che neanche l'economia nipponica è immune dalla recessione globale che sta colpendo l'economia mondiale.
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martedì, novembre 18, 2008
venerdì 14 novembre 2008
Quale futuro per la sterlina?

Sterlina a picco e Euro in ripresa. Questi due sembrano essere gli argomenti che maggiormente hanno interessato il mercato valutario nella giornata di ieri.
Della Sterlina abbiamo già spiegato qualcosa ieri e sembra proprio che questa situazione sia vista di buon occhio dal governo britannico che con la sterlina cosi svalutata e i tassi che saranno portati al più presto ad un livello prossimo allo zero vede più facile un recupero della situazione in tempi brevi. Per quel che riguarda la moneta unica il recupero di ieri, sembra confermare quanto detto ieri, e cioè che ad un recupero dei listini azionari corrisponde un recupero dell'Euro mentre quando i mercati vanno in negativo si verifica un ingente acquisto di dollari americani.
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venerdì, novembre 14, 2008
giovedì 13 novembre 2008
King spaventa il Regno Unito

Ieri è stato il turno della Sterlina e oggi sotto a chi tocca. Nel frenetico e mai come in questo periodo confusionario mondo dei cambi, ieri protagonista di giornata è stato il governatore della BoE King.
Se fino a qualche mese fa sentivamo parlare di economia britannica solida, di pericolo di inflazione e quindi di una possibilità di un aumento del costo del denaro, nella conferenza tenuta ieri dal capo della banca centrale abbiamo assistito a discorsi che andavano in direzione completamente opposta.
Dalle parole di King si è infatti percepito un grave allarmismo riguardo le condizioni in cui grava l'economia britannica che è vista in piena recessione e che necessita secondo le autorità monetarie del regno unito di un ulteriore taglio dei tassi che porterebbe cosi il costo del denaro ad un livello inusuale per la sterlina.
La prima a risentire di queste parole è stata ovviamente la valuta britannica che continua a perdere posizioni nei confronti di Dollaro ed Euro; governor King ha anche aggiunto che la svalutazione della sterlina non lo sorprende e che non lo stupirebbe un ulteriore calo nei prossimi giorni.
Per quel che riguarda l'eurozona ieri hanno riportato il dato sulla produzione industriale, in calo dell'1,6% nell'ultimo mese di rilevazioni e questo non ha fatto altro che alimentare le perdite della moneta unica nei confronti del dollaro; a dir la verita l'acquisto di dollari non ha motivazioni macroeconomiche a nostro avviso ma paradossalmente segue l'andamento dei listini azionari con gli investitori che comprani dollari ogni qual volta i listini azionari vanno in negativo.
Segnali di ripresa, o quantomeno di stabilità, sembra darli lo Yen che negli ultimi giorni ha recuperato posizioni in quasi tutti i cross più importanti; questo è un segnale postivo per tutto il mercato perchè può far pensare che l'avversione al rischio è diminuita, che i carry trade stanno riprendendo quota e che forse qualcosa sembra tornare alla normalità.Vedremo.
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Giuseppe Ficara
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giovedì, novembre 13, 2008