
Le vacanze estive volgono ormai al termine e per il mercato valutario questo potrebbe significare una maggiore volatilità sul mercato provocata dalla ritrovata operatività di tutti gli operatori.
Dal punto di vista macroeconomico invece dovremo aspettare ancora martedi prossimo per avere qualche dato importante che possa dare una scossa ad un mercato, che come abitudine nel mese di agosto, vive nei cross più importanti una fase di tranding range laterale senza grossi "scossoni". Da segnalare il balzo verso l'alto dello Yen, galvanizzato dalla vittoria del partito democratico, che nel corso della notte è riuscito, dopo più di 50 anni a spodestare i liberali e ad ottenere la maggioranza in parlamento.
lunedì 31 agosto 2009
Si riparte
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Giuseppe Ficara
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lunedì, agosto 31, 2009
lunedì 20 luglio 2009
Aumenta il risk-appetite

Torna un po di ottimismo sui mercati ed il primo a farne le spese è il dollaro. Il biglietto verde, considerato da tutti valuta di rifugio in tempi di crisi ed incertezza, inizia a risentire dell'aumento del "risk-appetite".
Se nelle scorse settimane abbiamo più volte parlato di un mercato con pochi movimenti significativi caratterizzato da un andamento costante laterale, molti sono i segnali che ci portano a pensare che questa tranquillità possa essere interrotta nei prossimi giorni.
In primo luogo, come abbiamo detto, la crisi sembra volgere al termine e gli investitori sembrano aver ritrovato il coraggio per reinvestire in valute considerate più rischiose disinvestendo la grande quantità di dollari acquistata in questi ultimi mesi; in secondo luogo l'arrivo del mese di agosto, e delle vacanze, toglie al mercato molti investitori e di conseguenza diminuisce la liquidità esponendo cosi i vari cross a movimenti ed oscillazioni più frequenti e consistenti.
Infine va ricordato come molti governi asiatici hanno ribadito la volontà di diversificare le proprie riserva ufficiali maifestando cosi la volontà di disinvestire dollari americani.
Tutti questi indizi ci portano a pensare che il dollaro potrebbere perdere posizioni nel prossimo mese e che, guardando anche il grafico Eur/Usd, nel caso il cross superasse in un primo momento quota 1.42 e successivamente 1.4355 ci potremmo trovare di fronte all'inizio del primo grande trend valutario del dopo-crisi.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, luglio 20, 2009
lunedì 13 luglio 2009
Dubbi sul timing della ripresa

E' finita la settimana del G8 "italiano" ed ora gli investitori riprendono a concentrare l'attenzione sui dati macroeconomici relativi alle economie forti nella speranza di avere qualche indicazione sull'andamento del mercato.
Il mercato valutario è ormai da tempo che aspetta indicazioni importanti o segnali di svolta da parte dei vertici delle varie economie per riuscire a fa intraprendere ai cross trend di lungo periodo che non si vedono ormai da tempo. Il tema di fondo di questi ultimi mesi ha riguardato il timing della ripresa globale dell'economia a seguito della crisi: se in un primo momento si parlava di fine 2009, ora sia la BcE che il Fondo Monetario Internazionale hanno espresso i loro dubbi su questa previsione, confermando il recupero e la ripresa dell'economia statunitense ed europea ma sottolineando come queste siano ancora troppo deboli ed incerte per poter affermare con sicurezza che nell'ultimo trimestre di quest'anno si vedranno già segnali importanti.
Per quel che concerne più da vicino il mercato dei cambi, osserviamo il cross Eur/Usd che si muove nervosamente attorno quota 1,39 confermando quanto detto nelle scorse settimane riguardo l'incapacità, o l'impossibilità dei cross più importanti di compiere movimenti di rilievo.
A tal proposito sarà interessante seguire oggi alle 12:30 il discorso del capo della BcE Trichet che potrebbe fare un po’ più di chiarezza anche sulle reali intenzioni della banca centrale per quel che riguarda la valuta domestica.
Rimanendo sull'analisi dei cross è interessante notare la specularità dei cross riguardanti lo Yen: oltre a confermarsi in ripresa, possiamo osservare come la valuta nipponica, nel grafico a 4h abbia creato dei movimenti praticamente identici con Sterlina, Dollaro ed Euro lasciando prevedere uno stop per i trend ribassisti cominciati ad inizio mese con la possibilità quindi di un recupero generale delle valute "forti" nei confronti dello Yen.
Da segnalare infine il dato macroeconomico atteso per questa sera dal governo statunitense riguardante il bilancio federale dello stato nel mese di Giugno.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, luglio 13, 2009
lunedì 6 luglio 2009
Niente di nuovo sul mercato delle valute.

Niente di nuovo sul mercato delle valute. Si attende ormai da settimane un evento, una dichiarazione, una manovra decisa da pare delle banche centrali che dia una direzione precisa ai vari cross.
E invece, quello a cui assistiamo è un una fase di lateralità abbastanza ampia ma con supporti e resistenze che non vengono mai rotti e “costringono” i cross in canali laterali tanto appetibili quanto rischiosi per i trader che operano in intra-day.
Dal punto di vista macroeconomico i temi rilevanti di questi ultimi giorni sono sostanzialmente due: il recupero del dollaro grazie al suo ruolo di valuta rifugio e le difficoltà della sterlina causate dai dati negativi provenienti dall’economia britannica.
In presenza di uno scenario incerto e rischioso il mercato ha favorito storicamente le valute forti, e il dollaro è sempre stato l’esempio eclatante, ed in questi giorni non si sta smentendo; il recupero di questi giorni della valuta statunitense paradossalmente però conferma come il biglietto verde stesso abbia perso potere e credibilità tra gli investitori che in un periodo come questo avrebbero concentrato molte più risorse su quella che fino a qualche tempo fa era considerata all’unanimità la valuta rifugio. Ora forse qualche dubbio c’è.
Discorso diverso per la sterlina che risente in modo consistente della cattiva situazione che continua a vivere l’economia nazionale che le fa perdere posizioni in quasi tutti i cross più importanti.
Dal punto di vista tecnico, guardando il cross Eur/Usd a 4 ore vediamo come il grafico sia arrivato ad un punto importante in cui potrebbe rompere a ribasso i primi supporti a 1,3925/1,3888 o molto più probabilmente risalire fino a 1,41 nei prossimi giorni ricalcando i movimenti precedenti proseguendo quello che sembra un canale creato e guidato magistralmente dai policy maker. Discorso simile per quel che riguarda Usd/Jpy; guardando il grafico con timing giornaliero vediamo chiaramente come il cross sia entrato da fine febbraio in un canale laterale con supporti a 94.00/93.54 e resistenze a 98,96/99.75 e abbia rispettato questi parametri in modo quasi perfetto sfondando il canale solo in un paio di occasioni.
Quest’inizio settimana non ci dovrebbe riservare grosse novità, fatta eccezione per decisioni straordinarie non previste nei meeting della BoE e della RbA.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, luglio 06, 2009
lunedì 29 giugno 2009
Trading range

E’ tempo di trading range. Da diverse settimane ormai i cross più importanti rimangono in una fase di lateralità ben impostata e nessun dato macroeconomico riesce a dare uno scossone al mercato.
Ci vorrebbe qualcosa di più, una decisione forte presa da qualche banca centrale, una serie di dati macro inaspettati; ma forse adesso è giusto e normale che adesso sia così, perché la situazione che si è delineata è anche la più prevedibile.
Ogni paese sta facendo per la propria economia quello che qualsiasi regola basilare di macroeconomia insegna in caso di crisi economica: svalutare la valuta domestica per aiutare a risollevare l’economia reale e risollevare il saldo della bilancia commerciale dando un forte impulso alle esportazioni.
Questa semplice regola è stata adottata per anni e con risultati soddisfacenti, soprattutto dai cosiddetti “paesi emergenti” che hanno visto crescere velocemente il proprio PIL proprio grazie al grande volume di esportazioni di materie prime e prodotti a basso costo; ora però la situazione è diversa, perché a voler svalutare sono le economie “forti”.
Il mercato valutario si trova quindi a dover fronteggiare una situazione in cui tutti i paesi adottano politiche simili annunciando tassi di interesse prossimi allo zero creando così una situazione di stallo che porta quasi tutti i cross a rimanere in canali laterali mantenendo comunque una volatilità elevata.
Questo certamente è un periodo ottimo per i trader che operano in intra-day; è molte settimane ormai che segnaliamo la possibilità di aprire posizioni corte e lunghe a ridosso di supporti e resistenze ormai consolidate. Esempi evidenti in tal senso sono Gbp/Usd che ondeggia da settimane tra 1,6231 e 1,6563, Eur/Gbp che è inserito nel canale laterale tra 0,8580 e 0,8463 e ancora più consistente è il caso di Usd/Jpy che da fine Febbraio rimane in un canale laterale oscillando tra i supporti a 93,99 e le resistenze poste a 99 basso.
Discorso similare per il cross più importante, l’Eur/Usd che però risente in modo più consistente dei dati e delle notizie che arrivano riguardanti l’economia statunitense giornalmente: questa settimana ha visto giungere dati contrastanti che hanno mosso il cross nervosamente con movimenti superiori a una figura nell’arco di poche ore.
I dati più importanti hanno riguardato il settore immobiliare che ha confermato per l’ennesima volta il momento di difficoltà con il calo rispetto alle previsioni sia nella vendita delle case esistenti(4.77M vs. 4.82M), sia per quel che concerne gli edifici di nuova costruzione (342K vs. 360k).
Brutte notizie anche per quel che concerne il dato occupazionale: nella settimana che si e' conclusa il 20 giugno le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti hanno registrato un aumento di 15000 unita’ a 627000 (il dato della scorsa settimana e' stato rivisto al rialzo da 608000 a 612000). Si tratta del maggior livello da meta’ meggio; il dato si e’ rivelato peggiore delle attese del mercato, pari ad un valore di 600.000 unita’.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, giugno 29, 2009
martedì 23 giugno 2009
In attesa della FOMC

In attesa della riunione della FOMC di domani aumenta l'avversione al rischio sul mercato valutario e il dollaro ne approfitta per recuperare qualche posizione sulla moneta unica Europea.
L'Eur/Usd continua a risentire dell'incertezza del mercato e dei sui investitori che "tengono" il cross in un canale laterale tra 1,3747 e 1,4177 che non accenna a voler essere rotto.
Provando ad analizzare in maniera più tecnica il cross possiamo prevedere un recupero dell'Euro domani; se le dichiarazioni dei vertici Fed rimarrano orientate, come prevedibile, ad una politica di tassi rasenti allo zero e ad investimenti per salvare asset tossici, allora le possibilità di rivedere il cross nella parte alta del canale sopra citato saranno molto elevate.
Molta attenzione anche sul cross UsdJpy che è arrivato a quota 94,98 ed anche in questo caso si attende la rottura del canale a ribasso che potrebbe arrivare nella giornata di domani.
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Giuseppe Ficara
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martedì, giugno 23, 2009
martedì 16 giugno 2009
Tuti vogliono svalutare

Tutti vogliono svalutare la propria valuta. Se in passato la consistenza di una nazione e di una economia era rafforzata anche dalla forza della propria valuta, ora tutte le principali economie mondiali convogliano le loro forze per far perdere potere d’acquisto alla moneta nazionale in modo da favorire le esportazioni e quindi il rilancio dell’economia domestica.
I primi a dare questa direzione al mercato erano stati i vertici dell’economia statunitense che, come già in un passato non troppo lontano, hanno visto nella svalutazione del dollaro uno strumento molto efficace da affiancare alla riduzione drastica del costo del denaro per rilanciare un’economia che, nonostante le parole piene di speranza ed ottimismo dei vertici della Fed, risulta essere ancora lontana dalla tanto auspicata ripresa.
In questi giorni guardando l’andamento del mercato valutario emergono chiaramente due temi: la già citata volontà di svalutare e l’eccessiva volatilità di un mercato che prende le proprie direzioni giornalmente modificando anche totalmente gli scenari giorno dopo giorno seguendo l’emotività di un mercato che, lo ripetiamo per l’ennesima volta, è guidato da rumors e dati giornalieri e non da un reale trend o movimento di lungo periodo.
Specchio fedele del mercato valutario è il cross Eur/Usd che ormai da settimane oscilla nervosamente e in modo consistente attorno quota 1,40 senza riuscire mai a prendere una direzione precisa; dopo un inizio settimana in cui tutti parlavano di un biglietto verde in recupero, destinato a sfondare al ribasso quota 1,3805, dopo neanche 24 ore assistevamo ad uno scenario completamente diverso con il cross che aveva ritracciato fino ad arrivare a quota 1,4143 prospettando una risalita della moneta unica europea che avrebbe potuto riprendere il movimento rialzista iniziato ad inizio aprile.
Molto attesi erano i dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti giovedì, che hanno portato nuovo ottimismo nel paese a stelle e strisce che ha visto diminuire nella settimana che si e' conclusa il 6 giugno le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti di 24000 unita’ a 601000 (il dato della scorsa settimana e' stato rivisto al rialzo da 621000 a 625000).
Nel mese di maggio inoltre le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato una variazione positiva dello 0.5%, dato che non tiene però conto del settore automobilistico.
Nonostante questi dati il cross ha continuato il suo “sali-scendi” e dopo aver testato per due volte la resistenza a 1,4150 è ricaduto sotto quota 1,40 destinando con tutta probabilità il cambio a proseguire questo nervoso trend laterale anche nel corso della prossima settimana.
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Giuseppe Ficara
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martedì, giugno 16, 2009