
Il mercato dei cambi, ora come non mai, è influenzato dai fondamentali e quindi dalla condizione dell’economia a stelle e strisce e dalle decisioni future dei vertici della BcE per far fronte alla crisi nell’Unione Europea.
La conclusione a cui si arriva guardando gli eventi di questa settimana vede un mercato che non riesce ancora a prendere una direzione precisa e che resta in balia dei dati macroeconomici giorno per giorno; dopo il discorso del capo della BcE riguardante le prossime decisioni da prendere nel meeting di maggio.
Trichet ha confermato che al meeting del prossimo mese la Bce annuncerà le proprie decisioni in materia di "misure non standard" per rilanciare l’economia europea; queste le parole del numero uno della BcE “è importante non creare o incoraggiare aspettative, ma siate sicuri - ha aggiunto - che le nostre decisioni prenderanno pienamente in considerazione la struttura di finanziamento dell’economia della zona dell’euro e sarà pienamente in linea con la nostra strategia a medio termine”.
Dello stesso avviso il numero uno di Bundesbank Weber, che ha dichiarato che in Germania il primo trimestre potrebbe essere peggiore del quarto trimestre 2008, andamento che dovrebbe continuare per tutto l’anno, per poi tornare a crescere nel corso del 2010 confermando la sua posizione sul tema tassi e manovre non convenzionali: la Bce dovrebbe fissare una sorta di livello di medio termine del tasso di riferimento e contestualmente annunciare (già nel prossimo meeting di maggio) un pacchetto di manovre non convenzionali che includerebbero le modalità di funzionamento delle operazioni di rifinanziamento oltre all’allungamento delle relative scadenze.
La reazione del mercato valutario non si è fatta attendere e le parole di Trichet hanno dato una forte spinta a ribasso alla valuta unica europea che ha perso posizioni in tutti i cross più importanti; non ha fatto eccezione a questa tendenza neanche l’Eur/Usd che ha testato quota 1,3065 confermando il rafforzamento della valuta statunitense che da fine marzo ha cominciato un ritracciamento che potrebbe arrivare nei prossimi giorni a testare le resistenze poste a 1,2980.
Dando una rapida occhiata alle altre valute conferma il proprio periodo di recupero la Sterlina che, soprattutto contro Euro e Franco Svizzera ha continuato a guadagnare posizioni, portandosi rispettivamente a 0.8795 e 1,7301.
Se dovessero essere rotti i supporti a 0,8792 e 1,7347 allora potremmo assistere ad un movimento fortemente ribassista; per quel che riguarda lo Yen gli ultimi giorni sono stati abbastanza interlocutori ed i cross interessati non sembrano voler prendere una direzione precisa, emblematico il caso del cross Eur/Jpy che si trova di fronte ad un possibile scenario ribassista nel breve-medio periodo con un forte tendenza rialzista invece in un orizzonte temporale più lungo.
Nonostante la volatilità sul mercato sia diminuita nelle ultime settimane rimangono comunque molte occasioni per aprire posizioni intra-day grazie alla grande quantità di dati macroeconomici in agenda; per la prossima settimana segnaliamo la pubblicazione dell’indice ZEW tedesco e il CPI britannico martedì, la disoccupazione ed il settore immobiliare statunitense giovedì e l’indice IFO europeo venerdì.
domenica 19 aprile 2009
Il mercato segue i fondamentali
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Giuseppe Ficara
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domenica, aprile 19, 2009
venerdì 10 aprile 2009
Mercati più tranquilli nell'ultima settimana

Dopo settimane di intensi movimenti ed importanti dati macroeconomici, questi ultimi giorni hanno regalato al mercato dei cambi un po' di tranquillità ed una volatilità in diminuzione su quasi tutti i cross.
Non abbiamo assistito questa settimana a dati importanti come quelli delle scorse settimane ma si è delineata una situazione macroeconomica che nel medio periodo potrebbe influenzare il mondo delle valute: se nei giorni scorsi si parlava di una forte volonta da parte del governo statunitense di svalutare il biglietto verde per dare una spinta alle esportazioni e incentivare la ripresa dell'economia reale, gli ultimi dati macrorconomici descrivono un'economia americana in difficoltà ma in leggera ripresa ed un economia europea che invece non accenna a riprendersi dando così fiato e facendo recuperare posizioni alla valuta statunitense.
Per quel che riguarda gli USA nei giorni scorsi sono stati infatti pubblicate le richieste di sussidi alla disoccupazione risultate in calo e la bilancia commerciale che ha diminuito fortemente il suo passivo rispetto alle previsioni; per quel che riguarda l'eurozona invece le bilance commerciali di tutti i principali paesi sono risultate in grave deficit ed anche la produzione industriale in Germania ha fatto segnare un -2,9% che seppur migliore del -6,1% dell'ultima rilevazione continua a segnare un grave stato di difficoltà per l'economia tedesca.
Analizzando il grafico Eur/Usd a 4h dal punto di vista tecnico infine, notiamo come il testa-spalle che si è venuto a creare negli ultimi giorni potrebbe essere un' anticipazione di un movimento ribassista del cross che qualora dovesse sfondare i supporti a quota 1,3066 avrebbe la strada spianata fino a 1,2870.
In un mercato come quello di questo ultimo periodo è ovviamente difficile ed azzardato fare previsioni ma nel breve periodo il biglietto verde dovrebbe continuare il trend positivo iniziato con le principali valute ed in particolare con Yen, Franco Svizzero e Sterlina.
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Giuseppe Ficara
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venerdì, aprile 10, 2009
lunedì 6 aprile 2009
Decisioni importanti al G20

G-20 e BcE. Non si potrebbe parlare d’altro per commentare la settimana appena conclusa anche perché da questo incontro sembra si stiano delineando ciò che sembrano essere le linee guida dominanti delle maggiori potenze economiche per uscire dalla crisi.
Quattro i punti fondamentali trattati nelle prime girnate di incontro; dopo le tensioni in piazza hanno infatti parlato i leader ed in particolare il premier britannico Gordon Brown nel corso della sua conferenza ha fatto capire come si sia puntata l’attenzione sugli stimoli fiscali, iniezione di nuove risorse dal Fondo Internazionale Monetario , paradisi fiscali e regole per stipendi e bonus ai numeri uno delle istituzioni finanziarie.
Brown ha annunciato uno stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell'economia mondiale. I leader del G20 hanno trovato anche l'accordo per mettere a disposizione del Fondo Monetario Internazionale altri 500 miliardi di dollari. Queste le parole di Brown riguardanti l’espansione fiscale. “Stiamo sostenendo una espansione fiscale concertata e senza precedenti - si legge nel comunicato finale del vertice dei capi di Stato e di governo - che salverà o creerà milioni di posti di lavoro che sarebbero altrimenti stati distrutti, e che ammonterà, entro la fine dell'anno prossimo, a 5 mila miliardi di dollari; aumenterà la produzione del 4 per cento e accelererà la transizione ad un’economia verde”.
Come detto si è parlato anche dei paradisi fiscali, tema molto caro a Francia e Germania, e Brawn ha parlato di una “lista nera” di paesi da tenere sotto controllo e che sono pronte sanzioni per coloro i quali si rifiuteranno di fornire le informazioni richieste.
Per quel che riguarda il mercato monetario, stiamo vivendo un momento interlocutorio in cui i cross principali oscillano senza prendere una vera direzione: l’idea è che siano tutti in attesa di capire quali saranno le decisioni di Obama per stimolare la ripresa dell’economia reale statunitense.
Se è vero che lo stesso presidente degli USA ha negato con decisione la possibilità di adottare un sistema protezionistico è anche vero che noi tutti sappiamo che per adottare un sistema protezionistico non è necessario l’utilizzo di veri e propri dazi; una soluzione alternativa potrebbe essere la svalutazione consistente del Dollaro che permetterebbe così di rendere i prodotti statunitensi molto appetibili e avrebbe come effetto l’aumento delle esportazioni e la diminuzione delle importazioni.
In attesa di questa possibile svalutazione il mercato dei cambi ha accolto senza troppe turbolenze la notizia riguardante il taglio di 0.25 basis points dei tassi di interesse europei; il capo della BcE Trichet ha fatto capire che non sarà questo l’ultimo taglio e che nella prossima riunione a maggio si potrebbe decidere per portare il costo del denaro all’1,00%.
La sensazione è che per quel che riguarda i cross più importanti la prossima settimana potrebbe riservare molte sorprese con il biglietto verde che andrà tenuto d’occhio.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, aprile 06, 2009
lunedì 30 marzo 2009
G20 e tassi di interesse alle porte

La settimana appena conclusa è stata una delle più concitate a livello macroeconomico degli ultimi mesi ma quella che è cominciata oggi non sarà certo da meno.
E' la settimana del G20 londinese, della decisione sui tassi di interesse europei, dell'indice Tankan giapponese e dei payroll statunitensi; potremmo essere quindi di fronte ad ua settimana che potrebbere stravolgere qualche rapporto di cambio e dare una direzione precisa a qualche cross anche se per quel che riguarda una prospettiva di medio lungo periodo, provare ad azzardare qualche previsione è praticamente impossibile.
L'enorme quantita di dati, variabili ed imprevisti che ci riservano i prossimi mesi invita tutti a guardare giorno per giorno i vari cross ed a prendere decisioni di investimento con prospettive temporali molto brevi.
E' un mercato che, in questo momento, sembra fatto apposta per coloro che operano in intraday e che, pur essendo molto rischioso a causa dell'elevata volatilità, offre molte possibilità di guadagno.
Da tenere d'occhio quindi in particolar modo il cross Eur/usd che a partire da giovedì, giorno d'inizio del G20 e del meeting della Bce, potrebbe regalarci qualche grosso movimento, che a detta di molti analisti dovrebbe consolidare ed aumentare il recupero del biglietto verde degli ultimi giorni.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, marzo 30, 2009
giovedì 26 marzo 2009
Geithner agita il mercato dei cambi

Se è vero che i dati macroeconomici non riescono più ad influire come un tempo nell'arduo compito di creare un trend è anche vero che ogni dichiarazione di un esponente di una Banca Centrale crea il caos sul mercato valutario.
Ennesima controprova di quanto appena detto è stata la giornata di ieri che ha visto il mercato dei cambi, ed in particolare i cross riguardanti il dollaro statunitense, subire una volatilità impressionante con il cross Eur/Usd che è passato in pochi minuti da 1.3460 a 1.3640 per poi ritracciare poco dopo.
Quale è stata la causa scatenante di tutto ciò? A dispetto dei numerosi dati macroeconomici in agenda ieri (tutti positivi per l'economia statunitense) a creare il panico sono state le dichiarazioni del Segretario del Tesoro americano Paul Geithner che durante la sua conferenza si è detto favorevole ad un possibile passaggio all'utilizzo di DSP come valuta di riserva internazionale in sostituzione del biglietto verde.
Subito dopo, c'è stata la ritrattazione, quasi totale, di Geithner che ha ribadito l'assoluta forza del dollaro ed il ruolo imprescindibile dello stesso come valuta principale per le transazioni internazionali.
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Giuseppe Ficara
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giovedì, marzo 26, 2009
giovedì 19 marzo 2009
La FED compra 300 miliardi di Treasury
Federal Reserve ancora una volta protagonista del mercato valutario. Dopo qualche giorno di relativa quiete le notizie giunte dagli states hanno dato uno scossone al mercato.
Molto attese erano le decisioni da parte della Fed riguardanti il livello dei tassi di interesse e sopratutto l'acquisto di Treasury; se la possibilità di lasciare la forchetta dei tassi invariata tra lo 0 e lo 0.25% era data per scontata vista la necessità di far ripartire l'economia reale, 300 miliardi di dollari di acquisto di Treasury a lunga scadenza non erano prevedibili.
Si tratta evidentemente di una decisione con valenza storica atta a dare ulteriore slancio ad un'economia reale che ha un disperato bisogno di risollevarsi; buon segnale a tal proposito è stato il dato sull'indice dei prezzi al consumo statunitensi che sono aumentati dello 0.2%.
In tutto ciò chi ci ha rimesso è stato il dollaro che ha perso posizioni in quasi tutti i cross, in particolar modo nel cambio più importante con l'Euro è passata in pochi minuti da 1.31 a ssopra quota 1.33 proiettandosi verso una caduta che potrebbe essere ben più sostanziosa.
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giovedì, marzo 19, 2009
lunedì 16 marzo 2009
La SNB smuove il mercato

Giorni di grande fermento per il mercato valutario. Le ultime settimane hanno regalato notizie e movimenti straordinari sui mercati azionari ma sembrava che il mercato valutario fosse immune da questo tipo di movimenti.
A dispetto dei dati macroeconomici, la maggior parte dei cross mantenevano un trend laterale nonostante la grande volatilità e le oscillazioni consistenti.
Questo trend è però stato interrotto giovedì dalle decisioni prese dalla banca nazionale svizzera: qualche settimana fa avevamo parlato della necessità da parte di quasi tutti i paesi di svalutare la propria valuta per far ripartire le economie messe a dura prova da questa crisi.
In questa direzione è andata la banca centrale svizzera, che ha dopo aver annunciato l’ennesimo taglio al costo del denaro (portato a 0,25%) ha manifestato la propria intenzione di compiere una vera e propria azione sul mercato dei cambi comprando grossi quantitativi di valuta estera (euro o dollaro) con il solo obiettivo di far apprezzare la valuta nazionale e far ripartire l’economia elvetica.
Per il mercato dei cambi si è trattata di una notizia che ha creato movimenti consistenti in tutti i cross con il franco svizzero in particolare contro Euro e Dollaro: i due cross hanno seguito un percorso speculare ed hanno “subito” il dato muovendosi al rialzo con l’Eur/Chf che è passato in poche ore da 1,4761 a 1,5394 e l’Usd/Chf da 1,1552 a 1,1966.
L’Eur/Usd ha rotto le resistenze poste a quota 1,2720 ed ha raggiunto quota 1,2956 sfiorando il massimo relativo a 1,2991 con la possibilità di rompere anche la resistenza psicologica a 1,30 nelle prossime ore.
Passando ai dati macroeconomici pubblicati questa settimana notiamo come per quel che concerne l’Europa le notizie continuano ad essere negative mentre per quel che riguarda gli Sates gli ultimi giorni sono stati migliori rispetto alle previsioni, ma andiamo con ordine; l’ultimo bollettino pubblicato dalla BCE ha confermato le prospettive negative che vedono timidi segnali di ripresa solo nel 2010. Il prodotto interno lordo europeo ha subito una contrazione dell’1,5% nell’ultimo trimestre del 2008 e non è migliorato in questo 2009, le vendite al dettaglio del mese di febbraio sono risultate in aumento dello 0.1% in ribasso rispetto le previsioni che le vedevano in aumento dello 0.2%. Ben peggiore sono stati i dati riguardanti l’economia tedesca che ha visto crollare la produzione industriale di ben 7.5 punti percentuali nell’ultimo mese e gli ordini all’industria calare dell’8%.
Migliore è stata la settimana statunitense che dopo aver visto aumentare le richieste di sussidi alla disoccupazione a 654K nell’ultima settimana ha visto aumentare le vendite al dettaglio dello 0.7%.
Ad aumentare l’ottimismo nei confronti dell’economia statunitense hanno contribuito le parole di Bernanke che ha gettato ottimismo sulla situazione dei principali istituti di credito americani che, sempre secondo il capo della FED, non rischiano il fallimento. A sostegno di questa tesi è intervenuto anche il Ceo di Bank of America affermando che la banca non ha più necessità di avere aiuti dallo stato e che con molta probabilità chiuderà il 2009 addirittura in utile.
La giornata di venerdì ha infine portato un’ulteriore boccata di ossigeno con altri due dati positivi per l’economia statunitense. A marzo infatti, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e’ salito a 56.6 punti dai 56.3 di febbraio; Il dato comunicato dall’università di Michigan e' superiore alle stime di mercato. Gli analisti di Wall Street si aspettavano una contrazione a 55.
Nel mese di febbraio ,infine, i prezzi all’importazione negli Stati Uniti hanno registrato una variazione negativa dello 0.2%, ma le attese degli analisti erano per una contrazione superiore, pari a -0.7%.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, marzo 16, 2009