
Con questo tipo di mercati ormai fare delle previsioni, seppur di breve orizzonte, mette chiunque nelle condizioni di fare delle brutte figure; lo scenario che si prefigurava ieri era quello di un mercato più tranquillo in cerca di stabilità.
Poi è bastata qualche voce riguardante le difficoltà di qualche grossa società assicurativa americana a far crollare i listini azionari e di conseguenza il cross Eur/Usd che inizia a palesare una certa correlazione con l'andamento dei listini azionari ed in particolare con quello dei futures statunitensi.
Tecnicamente, ciò che ci possiamo attendere è il recupero di qualche posizione da parte di Euro e Sterlina, specie nei cross con il dollaro americano in cui le due valute europee sono ampiamente sottovalutate.
Qualcosa in merito potrà dirci l'indice ZEW dell'economia tedesca, fedele anticipatore delle condizioni dell'economia dell'Unione Europea.
martedì 11 novembre 2008
Oggi l'indice ZEW
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Giuseppe Ficara
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martedì, novembre 11, 2008
mercoledì 5 novembre 2008
Yes we can. We hope.

Yes we can. Questo è stato lo slogan della campagna elettorale del nuovo presidente democratico degli Stati Uniti d'America Barak Obama, eletto ieri con una maggioranza che da tempo non si registrava negli States.
Il cambiamento tanto inneggiato in campagna elettorale ed i buoni propositi sono sempre facili da promettere in comizi e convegni pre-elettorali ma mai come in questo periodo abbiamo la necessità di credere, o meglio sperare, che qualcosa di nuovo questo nuovo governo statunitense lo porti.
Perchè la situazione economica mondiale, ed in particolare statunitense è critica e certo non è un compito facile per Obama risollevare le sorti di un paese che mai come in questo momento ha bisogno di decisioni forti e rapide.
I mercati, ed in particolare quello valutario, non hanno risentito molto della notizia anche perchè era già stata scontata nei giorni passati; da riportare invece, la decisone della banca centrale Australiana che, in linea con le altre banche centrali mondiali, ha deciso di dare fiato alla sua economia tagliando i tassi di ben 75 basis points, portando così i tassi di riferimento al 5,25%.
Ora sono attese le decisioni della Banca centrale Europea e della Banca centrale Inglese che nei prossimi giorni dovrebbero tagliare a loro volta i tassi d'interesse.
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, novembre 05, 2008
venerdì 31 ottobre 2008
Qualcosa si muove

E' un momento importante per i mercati ed in particolare per quello valutario, e come in tutti i momenti decisivi ad essere protagoniste sono nel bene e nel male le banche centrali che hanno deciso di intervenire in modo deciso.
La decisione era ormai nell'aria da molti giorni ed il mercato aveva infatti già scontato la notizia di un probabile taglio dei tassi ma la Fed nel meeting tenutosi nella serata di ieri ha fatto trapelare di più.
Oltre alla decisone di abbassare i tassi di 0.50 basis points, portando così il costo del denaro all'1,00%, il presidente Bernanke ha ribadito le prospettive non incoraggianti per l'economia statunitense che è sempre più in calo. Ma ancora più importante per il mercato è stato sapere che l'istituto americano ha fatto capire che sono all'orizzonte nuovi tagli e che presto potremmo vedere il costo del denaro scendere sotto la soglia dell'1%.
Così dopo la FED ora aspettiamo che la banca centrale europea mantenga le promesse e limi i tassi per cercare di dare un po di respiro al mercato.
Da segnalare infine la ripresa, seppur non convita, degli acquisti sui carry trades che dopo settimane difficili hanno ricominciato a prendere quota.
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Giuseppe Ficara
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venerdì, ottobre 31, 2008
mercoledì 29 ottobre 2008
It's time to cut

Finalmente si taglia. Questa è la soluzione che sembrano aver trovato quasi tutte le banche centrali mondiali per cercare di tamponare questa crisi ed i suoi effetti sull'economia reale.
Ieri nel corso del suo intervento, il presidente della banca centrale europea Jean Claude Trichet, ha delineato la prospettiva di un probabile taglio dei tassi il prossimo 6 novembre. Mossa giusta ma forse un pò in ritardo ed in contraddizione con ciò che poco tempo fa si sentiva dire dallo stesso Trichet che parlava di rischio di inflazione e di assoluta fermezza nel voler tenere fermi i tassi di interesse.
Nella stessa direzione sembra andare la Federal Reserve statunitense che si prevede debba tagliare i tassi di mezzo punto percentuale, anche se negli ultimi giorni si sta facendo strada l'ipotesi che si propenda per un taglio più drastico, di 0,75 basis points, che porterebbe così i tassi di riferimento statunitensi a 0,75%,poco più elevati di quelli nipponici, livelli mai testati per un'economia delle dimensioni di quella americana.
Va segnalato infine come gli ultimi due dati sul settore immobiliare a stelle e strisce, vendita di case di nuova costruzione e già esistenti, siano stati ambedue positivi a dispetto delle previsioni e visti i precedenti questa è senz'altro una grande notizia.
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mercoledì, ottobre 29, 2008
lunedì 27 ottobre 2008
Panic selling anche sui Carry Trades

Qualche certezza inizia a vacillare. E si, perchè pensavamo di aver visto tutto, ma quello che è successo venerdì ai carry trade rappresenta qualcosa di assolutamente fuori norma per un mercato liquido e stabile come quello valutario.
Se è di dominio comune che cross come Eur/Jpy e Gbp/Jpy siano molto volatili mai in questi anni avevamo visto perdere in una mattinata rispettivamente 12 e 13 punti percentuali: la moneta unica contro l'euro è passata infatti a toccare 113,70 dopo essere arrivata a quota 156.50 a fine settembre mentre contro la moneta britannica è scesa fino a 127.30 da quota 196,50 sempre di fine settembre.
Questo sembra essere una trasposizione della paura che si è registrata sul mercato azionaro e che ora in qualche modo sta colpendo anche il meracto valutario: paradossalmente però, come succede per i listini azionari, si creano opportunità interessanti che potrebbero nell'arco di qualche mese creare dei guadagni consistenti.
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lunedì, ottobre 27, 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Tokyo fa tornare la paura

Torna la preoccupazione sui mercati. Dopo qualche giorno di apparente tranquillità e sopratutto dopo che Wall Street aveva chiuso finalmente in positivo abbiamo assistito all'ennesimo tracollo della borsa nipponica.
La forte preoccupazione per lo stato delle imprese e dell'economia giapponese hanno portato gli investitori a ripartire con le vendite che hanno fatto chiudere l'indice in ribasso di oltre il 9%. Tutto questo ovviamente ha avuto riflessi positivi anche sul mercato valutario che ormai risulta essere quasi senza controllo.
Grande proteginista degli ultimi giorni, anche se in negativo, è stata la moneta unica europea che ha perso terreno nei confronti di dollaro e yen portandosi ai minimi storici in ambedue i cross.
Se qualche giorno fa parlavamo, o forse auspicavamo, uno sfondamento della resistenza posta a 1.3000 per poter provare un recupero a quota 1.3300, oggi ci troviamo a scrivere di un cross Eur/Usd che ha toccato nella nottata un minimo a 1.2666.
A costo di essere ripetitivi dobbiamo segnalare come la stuazioni sia al limite della sostenibilità e segno tangibile è la grande, eccessiva, volatilità che caratterizza il mercato valutario di quest'ultimo periodo e che invece non appartiene al profilo storico di quest'ultimo; l'unica speranza che abbiamo è che le banche centrali riescano in qualche modo a dare un pò di respiro e di tranquillità ad un mercato che ancora risulta sotto shock.
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venerdì, ottobre 24, 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Recessione

Siamo in recessione. Può essere dura da ammettere ma nonostante tutte le smentite di facciata e le rassicurazioni dei capi di stato l'economia globale è entrata in una fase di recessione.
A confermare questa tesi oltre che la grave crisi che stiamo vivendo, ci sono i dati macroeconomici, statunitensi ed europei che non lasciano adito a dubbi in proposito.
Se il primo dato che aveva destato preoccupazioni a inizio settimana riguardava l'indice ZEW tedesco, l'ultimo ha riguardato l'economia a stelle e strisce ed ha visto protagonista, come al solito, il settore immobiliare, che con il calo della vendita di case nuove da 872 mila a 817 mila nel mese di settembre, ha confermato la grave crisi che vive ormai da parecchi mesi.
Per quel che riguarda il mercato valutario rimaniamo in un periodo di forti tensioni che però, fortunatamente, rimangono comprese in canali ben individuabili con i principali cross che nonostante forti oscillazioni non rompono quasi mai i suuporti e le resistenze; caso emblematico l'Eur/Usd che oscilla tra 1.3769 e 1.3432 ormai da inizio mese.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, ottobre 20, 2008