
La Fed non cede alle pressioni del mercato e lascia i tassi invariati al 2.00%. Questa è la notizia più importante di una giornata, quella di ieri, che sarà ricordata come una delle più movimentate della storia.
Sull'onda del fallimento della Lehman, infatti, molte sono le voci, vere o tendenziose, che si rincorrono su eventuali ultreriori clamorosi fallimenti; ultimo in ordine cronologico ha riguardato il colosso assicurativo AIG che è stato salvato in extremis dalla Banca Centrale Americana che con un finanziamento di 80 miliardi di dollari ha portato sotto il controllo statale il 79.8% della società.
Il mercao valutario in questo senso resta un po congestionato da tutto e tutti i cross subiscono un'alta volatilità oscillando comunque in un range laterale. L'unico dato evidente riguarda la liquidazione di quasi tutti i carry trade.
mercoledì 17 settembre 2008
Niente tagli
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, settembre 17, 2008
giovedì 11 settembre 2008
Dollaro imperat

Sempre più dollaro: prosegue inarrestabile la corsa del biglietto verde che in modo quantomeno inaspettato ha recuperato 21 figure in un mese sulla moneta unica e ben 26 sulla sterlina.
Movimenti come questi sono quantomeno inusuali nel mercato valutario i cui protagonisti (banche centrali) dovrebbero invece in linea di massima garantire una certa stabilita grazie ad accordi commerciali ad alti livelli per preservare l'economia di ciascuno stato e non modificare continuamente anche i livelli dei prezzi.
Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni invece è un mercato un pò fuori dagli schemi il cui andamento non trova riscontro nei dati macroeconomici (vedi la crisi bancaria americana che non sta minimamente influenzando la valuta statunitense) ma può avere ragioni di carattere più strutturale.
Da segnalare la decisione della banca centrale neozelandese che nella giornata di ieri ha deciso di tagliare il costo del denaro di 50 punti base portando così i tassi di riferimento al 7.50% che ha causato sul mercato forex una vendita aggressiva dei dollari neozelandesi.
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Giuseppe Ficara
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giovedì, settembre 11, 2008
lunedì 8 settembre 2008
Svolta sui sub-prime

L'attenzione del mercato in questi ultimi giorni è stata tutta rivolta alle decisioni prese dal governo americano per risolvere la grave crisi finanziaria dei due colossi dei mutui statunitensi Fannie Mae e Freddie Mac.
Con una decisone a sorpresa l'amministrazione Bush, sentito anche il parere del governatore della banca centrale Bernanke, ha deciso di rilevare le due compagnie, rendendole completamente pubbliche e si dice che abbia stanziato 100 miliardi di dollari per ciascuna società.
Una manovra finanziaria di questo tipo non si vedeva da anni negli stati uniti e l'unico esempio che si possa ricorare appartiene agli anni '30 ed alle manovre post-crisi del '29; secondo quanto detto anche da Bernanke questo riporterà tranquillità sul mercato e porrà fine ad una crisi iniziata ormai molti mesi fa.
L'unica cosa che possiamo augurarci è che sia effettivamente così ed aspettare di vedere la reazione dei mercati.
Oggi sono attesi invece i dati riguardanti il PPI britannico e il consumer credit statunitense.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, settembre 08, 2008
lunedì 1 settembre 2008
Euro e Sterlina in difficoltà

Il mercato valutario ha fatto ormai emergere delle caratteristiche chiare in quest'ultimo periodo: il prezzo del petrolio e la condizione dell'economia europea e statunitense sta guidando l'evolversi dei cross.
Possiamo infatti notare come il recupero del dollaro nei confronti di Sterlina ed Euro sia ormai consolidato ed un fattore in comune a questi due recuperi si puo certamente trovare nel calo del prezzo del petrolio che qualche mese fa aveva invece influenzato in modo diametralmente opposto le sorti del biglietto verde.
Per quel che riguara la moneta unica va evidenziato come risenta delle prospettive non più rosee dell'economia europea che ha visto diminuire il prodotto interno lordo e le vendite negli ultimi mesi.
Per la sterlina invece il discorso è leggermente diverso in quanto il suo calo sembra essere più strutturale che dovuto a ragioni da carattere macroeconomico come si può notare anche dalle posizioni perse nei confronti dell'Euro.
Questa settimana potremmo avere maggiori delucidazioni in merito poichè sono in programma le riunioni della manca centrale europea e della Bank of England.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, settembre 01, 2008
giovedì 28 agosto 2008
In fase di stallo

Dopo il consistente recupero del dollaro nelle ultime settimane, il mercato dei cambi vive ora una fase di stallo e indecisione con i cross principali che stentano a prendere una direzione chiara.
I motivi di questa situazione sono da imputare come al solito alle tre grandi valute che muovono il maggior numer di scambi, Euro, Dollaro e Sterlina.
Se da una parte infatti il mercato guarda ai dati macroeconomici degli ultimi giorni che vedono un'economia statunitense in ripresa e quindi spinge il dollaro a recuperare ulteriore terreno dall'altra pero guardando i grafici ci si rende conto come ci sarebbero evidenti motivazioni di carattere tecnico per una correzione a favore della moneta unica europea.
Per quel che riguarda la sterlina invece non possiamo che confermare quanto detto sino ad ora e cioè che è in corso una caduta ed un cedimento strutturale della moneta britannica che non sembra prossimo a terminare.
Oggi attese le richieste di sussidi alla disoccupazione e il preliminar GDP dagli USA.
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Giuseppe Ficara
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giovedì, agosto 28, 2008
mercoledì 27 agosto 2008
Occhi puntati sui Minutes FOMC

Il vero protagonista della giornata di ieri é stato il meeting della FOMC che ha evidenziato nuovamente lo stato di crisi dell'economia a stelle e strisce.
Nel corso degli ultimi due mesi abbiamo assistito ad una graduale ma sostanziosa ripresa del dollaro nei confronti delle principali valute grazie ad una politica monetaria molto forte che ha portato i tassi di riferimento statunitensi a scendere fino al 2%.
Ma il pil molto basso (qualcuno dice addirittura negativo) e l'inflazione sempre più preuccupante potrebbero portare la massime autorità in materia economica statunitensi a rivedere le scelte fatte scegliendo di rittoccare nuovamente i tasssi di interesse questa volta al rialzo.
E' per questo motivo che il mercato vede un nuovo calo del biglietto verde alle porte; calo che in parte si é gia fatto sentire nella giornata di ieri in cui il dollaro ha perso ben 150 punti base nei confronti della moneta unica europea ritornando così sopra quota 1.4715.
Oggi attesi i dati sui beni durevoli negli stati uniti e sulle scorte di petrolio.
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, agosto 27, 2008
lunedì 25 agosto 2008
Dollaro in recupero

La grave crisi che aveva colpito il dollaro negli ultimi mesi sembra essere finalmente finita o almeno questo è quello che si deduce dalle parole del capo della banca centrale statunitense Bernanke e dall'andamento del prezzo del petrolio.
Se qualche settimana fa, infatti, si guardava sempre con timore alle dichiarazioni del presidente della banca centrale statunitense, ora sembra che Bernanke sia favorevole ad una ripresa della valuta americana che potrebbe aiutare a tenere sotto controllo l'inflazione del paese. Fino ad oggi infatti il problema della valuta debole non era stato preso in grande considerazione dalle massime autorità economiche del paese, anzi sembrava essere una situazione positiva.
I primi segnali di recupero dell'economia statunitense ed il sostanzioso calo del prezzo del petrolio (mai come in questo periodo strettamente legato al biglietto verde) hanno cosi consentito al dollaro di recuperare molto nei confronti della moneta unica portando cosi il cambio da 1.600 di inizio agosto a 1.4740 degli ultimi giorni.
Oggi l'unico dato di una certa importanza arriva dagli Stati Uniti e riguarda la vendita di case esistenti.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, agosto 25, 2008