
Grande fermento sui mercati finanziari internazionali con le borse che vanno a picco ed il mercato valutario che resta in attesa di una mossa della BcE.
Questa mossa dovrebbe consistere nel rialzo di 25 basis point dei tassi di interesse: l'impressione è che questa operazione non dovrebbe sconvolgere il mercato ma rappresentare un avvertimento restando ferme le prerogative dell'istituto centrale europeo di mantenere un'inflazione bassa.
Le richieste che arrivano da più parti però mettono Trichet e soci di fronte al problema della crescita: e allora forse qualcosa tra qualche mese potrebbe anche cambiare e potremmo assistere ad una politica monetaria più aggressiva da parte della banca centrale europea.
Per quel che concerne l'economia statunitense oggi l'attenzione è focalizzata sull'occupazione nel settore Nonfarm e sugli ordini alle industrie.
mercoledì 2 luglio 2008
Qualcosa potrebbe cambiare
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, luglio 02, 2008
lunedì 30 giugno 2008
Attesa per la BcE

Finisce il mese di Giugno con l'euro a quota 1.5800 che cavalca lo stretto legame che ormai da mesi lega l'andamento del petrolio e il biglietto verde.
Solitamente i mesi di Luglio ed Agosto sono dedicati alle "vacanze" e quindi non ci si attendono variazioni di rilievo sui vari cambi, fatta eccezione per la giornata di domani in cui si riunisce la BcE. La sensazione che si percepisce comunque è di un dollaro in difficoltà sia con la moneta unica europea sia con la sterlina , con cui ormai è di nuovo arrivato a toccare quasi quota 2.000. Per vedere un recupero serio e sostanzioso del biglietto verde non ci rimane che aspettare settembre quando tutte le autorità monetarie non potranno più ignorare il problema di un dollaro così sottovalutato.
In attesa di settembre "godiamoci" i movimenti di breve periodo sui cross che le varie notizie di carattere macroeconomico e le ragioni di natura tecnica ci offriranno in questi giorni.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, giugno 30, 2008
giovedì 26 giugno 2008
La FED non agisce
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La FED non agisce e il dollaro cala. Il mercato ha intrepretato male le parole di Bernanke dette durante la riunione FOMC che ha visto lasciare invariati i tassi d'interesse.
Il concetto espresso dal capo della banca centrale statunitense ha fatto notare come l'attenzione sia più concentrata sui rischi di una sempre più pericolosa inflazione piuttosto che sulla crescita che sempre secondo Bernanke è in recupero dopo mesi di crisi.
Il mercato evidentemente non ha interpretato bene queste parole ed ha immediatamente venduto dollari: il risultato è stato il dollaro a quota 1.5685 contro l'Euro.
Per qual che riguarda la valuta dell'Unione Europea tutto tace in attesa della riunione del 3 luglio in cui si potrebbe decidere di variare i tassi di interesse come da più parti richiesto.
In attesa di quel giorno niente sembra possa turbare in maniera consistente il mercato che continua nella sua fase di lateralità per la gran parte delle valute e continua a vedere le valute asiatiche in grande difficoltà.
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Giuseppe Ficara
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giovedì, giugno 26, 2008
venerdì 20 giugno 2008
Niente di nuovo all'orizzonte

Niente di nuovo sul mercato dei cambi. La volatilità in questi giorni è molto bassa e i pochi movimenti sui cross sono dovuti solo a ragioni tecniche o speculative.
In periodi come questi è difficile trovare spunti per poter parlare di cambi: dopo i grandi movimenti degli scorsi mesi dovuti alla crisi del dollaro si è arrivati ad una fase di sostanziale equilibrio che sembra essere accettato e sostenuto da entrambe le parti (BcE e FeD).
L'unica notizia significativa di giornata è arrivata dalla Gran Bretagna che ha visto salire le vendite al dettaglio mensili di 3.5 punti percentuali (+8.1% su base annua) che ha fatto recuperare alla sterlina quasi un 1% sul cambio con la moneta unica europea.
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Giuseppe Ficara
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venerdì, giugno 20, 2008
mercoledì 18 giugno 2008
Mercato in fase di lateralità

Si ondeggia sempre sui livelli critici. In questi giorni il mercato sta offrendo ai traders intra-day le condizioni ideali per operare comprando ai minimi e vendendo ai massimi che periodicamente si ripetono.
Per quel che riguarda i dati macroeconomici va segnalato il dato sull'inflazione britannica che è vista in aumento al 3.3% che accompagnata dalle parole non proprio rassicuranti del governatore della Bank of England King hanno portato la sterlina a perdere posizioni nei confronti del dollaro ed in particolare dell'euro con il quale è arrivata a toccare i massimi di periodo. Per quel che riguarda l'eurozona invece non sono arrivate buone notizie dall'indice ZEW tedesco che ha segnalato il malumore del mercato nei confronti dello stato dell'economia tedesca e più in generale europea che soffre anche per l'incertezza che circonda le scelte ed il tipo di politica monetaria che attuerà in futuro Trichet.
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, giugno 18, 2008
lunedì 16 giugno 2008
Livelli critici

La settimana scorsa si è conclusa su livelli critici per il cross Eur/Usd dopo aver visto il cross oscillare in modo evidente ed anomalo.
Su livelli critici perchè notiamo come l'intervento del capo della Federal Reserve, che per la prima volta dopo tanto tempo ha parlato del problema dollaro ha sorbito i suoi effetti; 1.5378 è un livello che potrebbe portare la moneta statunitense a recuperare posizioni interessanti ponendosi come obbiettivo quota 1.5000 che non vede ormai da mesi.
Dopo il dato sull'inflazione americana che ha suonato nuovamente come campanello d'allarme per l'economia a stelle e strisce e la posizione di Trichet, restio ad una politica monetaria aggressiva, sarà interessante valutare l'effetto che avranno le considerazioni e le posizioni prese durante il G8 di questo week end tenutosi in Giappone.
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Giuseppe Ficara
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lunedì, giugno 16, 2008
mercoledì 11 giugno 2008
Petrolio e banchieri

E' ormai evidente come siano due i principali argomenti di discussione per il mercato valutario: la correlazione tra dollaro e petrolio e il ruolo sempre più importante dei due capi delle banche centrali.
Abbiamo visto infatti come ogni parola che viene pronunciata da Trichet o Bernanke destabilizzi il mercato portando in particolare l'EUR/USD a toccare i propri supporti e resistenze.
Per quel che riguarda l'oro nero è sempre più evidente la correlazione tra l'andamento del bilgietto verde ed il costo del petrolio, e questo non può che indurci a pensare che nel breve periodo potremmo assistere ad un consistente recupero della moneta statunitense.
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Giuseppe Ficara
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mercoledì, giugno 11, 2008