
Inizio settimana nel segno della tranquillità dopo una settimana appena conclusa con grandi movimenti da parte delle principali valute.
Lunedì è stata una giornata positiva in particolar modo per l’economia statunitense che ha visto calare il deficit della bilancia commerciale a 1.9 bilioni di dollari 300000 in meno rispetto alla rilevazione precedente ed ha visto aumentare il valore delle case di 3.2 punti percentuali confermando il buono stato in cui si trova anche il settore immobiliare.
Questo dato ha avuto naturalmente un effetto positivo sulla valuta australiana che sta seguendo un trend positivo nei principali cross, in particolare con il dollaro americano, grazie anche alla prospettiva di un aumento del tasso d’interesse durante la riunione di oggi della banca centrale.
Buone notizie invece per quel che concerne l’economia statunitense che dopo i dati positivi di settimana scorsa ha visto crescere di 2.3 punti percentuali gli ordini all’industria nel mese di gennaio.
martedì 5 febbraio 2008
Primi segnali di ripresa USA
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Giuseppe Ficara
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martedì, febbraio 05, 2008
Settimana movimentata

La settimana macroeconomica che abbiamo vissuto è stata una delle più intense dell’ultimo periodo e ci ha regalato una grande quantità di dati che hanno fortemente influenzato il mercato valutario che ormai ruota tutto intorno alla sempre più probabile recessione dell’economia americana.
Ma procediamo con ordini: lunedì è stata una giornata piuttosto tranquilla con il dato negativo sulla vendita delle case di nuova fabbricazione negli stati uniti che è risultato in calo di 30 punti rispetto alla rilevazione precedente.
Martedì i due dati su cui era posta la maggiore attenzione erano gli ordini dei beni durevoli e la fiducia dei consumatori.
Entrambi gli indici sono risultati positivi, superiore alle aspettative con un aumento del 2.6% degli ordini dei beni durevoli(dato depurato dal settore dei trasporti) e con l'indice sulla fiducia che nonostante fosse previsto in calo a 87.0 ha fatto registrare un valore pari a 87.9.
Per quel che concerne il regno unito il dato sulla variazione degli stipendi nel settore retail che ha dimostrato come non siano aumentati in proporzione all'aumento del costo della vita.
Un ulteriore dato interessante è arrivato dall'economia canadese e più in particolare lo stato del settore manufatturiero che era visto in crisi.L'indice rivelato questo pomeriggio ha prontamente smentito questa sensazone constatando come questo settore goda di buona salute.
La vera notizia della giornata di mercoledì e della settimana è stata quella che ha visto la Federal Reserve tagliare i tassi di riferimento statunitensi di ulteriori 0.5 punti percentuali nella speranza di dare una scossa e sopratutto una spinta alla vituperata economia statunitense. Da segnalare inoltre che in gennaio negli Stati Uniti dovrebbero essere stati creati 130mila nuovi posti di lavoro dal settore privato. La stima resa nota dalla societa' di ricerche del New Jersey Adp è nettamente superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 43mila nuovi impieghi.
Per l'intero 2007 il tasso di crescita dell'economia degli Stati Uniti è stato del 2,2% dopo il +3,3% registrato nel 2006. E' quanto emerge dalla prima stima sul Pil statunitense del quarto trimestre diffusa ieri.
Nella giornata di giovedì abbiamo assistito alla rilevazione di un gran numero di dai macroeconomici provenienti da Europa, Stati Uniti e Canada.
Cominciamo dall’Unione Europea che ha visto calare la fiducia delle imprese (Bci) e dei consumatori (Esi) della zona euro e dell'Ue in gennaio. Il Bci nella zona dell'euro e' sceso a 0,78 punti da 0,89 del dicembre scorso, mentre l'Esi e' sceso sia nella zona dell'euro che nell'Unione, passando in Eurolandia da 2,6 punti a 1,7 punti. Lo ha reso noto la direzione Affari economici e finanziari della Commissione europea.
Secondo la Commissione, il calo di fiducia delle imprese e' dovuto soprattutto, stando alla valutazione dei manager, all'andamento degli ordinativi negli ultimi mesi e agli stock dei prodotti finiti che restano invariati. Il calo della fiducia dei consumatori riguarda in particolare il settore dei servizi, del commercio al dettaglio e delle costruzioni.
Per quel che riguarda gli states invece sono salite di 69 mila le richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana ed il costo del lavoro è aumento nel terzo trimestre dello 0,8% congiunturale. I dati, che hanno ricalcato i valori del trimestre precedente, sono stati resi noti dal dipartimento del Lavoro. I valori previsti dagli esperti erano rispettivamente +0,8% e +3,2%.
I redditi dei lavoratori americani sono aumentati dello 0,5% in dicembre mentre le spese per i consumi personali sono cresciute dello 0,1%. Lo ha reso noto il dipartimento del Commercio. Alla vigilia gli analisti avevano previsto una crescita dello 0,4% per i redditi e dello 0,1% per le spese. L'indice pce dei prezzi core è invece aumentato dello 0,2%, in linea con le attese.
Si impennano le attese di un ulteriore taglio dei tassi di interesse di 50 punti base da parte della Riserva Federale nella riunione di marzo dopo il dato, nettamente peggiore delle attese, sulle
Da segnalare anche il dato riguardante l’indice PMI della zona di Chicago che ha fatto registrare un valore inferiore (51.5) rispetto alla rilevazione richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. precedente (56.4) e alle previsioni che lo davano a 52.1.
Per quel che riguarda infine l’economia canadese è risultato essere cresciuto dello 0.1% il gross domestic product nel mese di dicembre, un valore inferiore alle attese che lo vedevano in crescita dello 0.2%.
Infine venerdì la settimana si è conclusa con il dato sulla disoccupazione statunitense che al contrario delle previsioni si è rivelato in calo di 0.1 punti percentuali rivelandosi al 4.9%.
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Giuseppe Ficara
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martedì, febbraio 05, 2008
giovedì 31 gennaio 2008
Ancora cattive notizie per gli States

In linea con il resto della settimana oggi abbiamo assistito alla rilevazione di un gran numero di dai macroeconomici provenienti da Europa, Stati Uniti e Canada.
Cominciamo dall’Unione Europea che ha visto calare la fiducia delle imprese (Bci) e dei consumatori (Esi) della zona euro e dell'Ue in gennaio. Il Bci nella zona dell'euro e' sceso a 0,78 punti da 0,89 del dicembre scorso, mentre l'Esi e' sceso sia nella zona dell'euro che nell'Unione, passando in Eurolandia da 2,6 punti a 1,7 punti. Lo ha reso noto la direzione Affari economici e finanziari della Commissione europea.
Secondo la Commissione, il calo di fiducia delle imprese e' dovuto soprattutto, stando alla valutazione dei manager, all'andamento degli ordinativi negli ultimi mesi e agli stock dei prodotti finiti che restano invariati. Il calo della fiducia dei consumatori riguarda in particolare il settore dei servizi, del commercio al dettaglio e delle costruzioni.
Per quel che riguarda gli states invece sono salite di 69 mila le richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana ed il costo del lavoro è aumento nel terzo trimestre dello 0,8% congiunturale. I dati, che hanno ricalcato i valori del trimestre precedente, sono stati resi noti dal dipartimento del Lavoro. I valori previsti dagli esperti erano rispettivamente +0,8% e +3,2%.
I redditi dei lavoratori americani sono aumentati dello 0,5% in dicembre mentre le spese per i consumi personali sono cresciute dello 0,1%. Lo ha reso noto oggi il dipartimento del Commercio. Alla vigilia gli analisti avevano previsto una crescita dello 0,4% per i redditi e dello 0,1% per le spese. L'indice pce dei prezzi core è invece aumentato dello 0,2%, in linea con le attese.
Si impennano le attese di un ulteriore taglio dei tassi di interesse di 50 punti base da parte della Riserva Federale nella riunione di marzo dopo il dato, nettamente peggiore delle attese, sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.
Da segnalare anche il dato riguardante l’indice PMI della zona di Chicago che ha fatto registrare un valore inferiore (51.5) rispetto alla rilevazione precedente (56.4) e alle previsioni che lo davano a 52.1.
Per quel che riguarda infine l’economia canadese è risultato essere cresciuto dello 0.1% il gross domestic product nel mese di dicembre, un valore inferiore alle attese che lo vedevano in crescita dello 0.2%.
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giovedì, gennaio 31, 2008
Taglia che ti passa

La vera notizia della giornata di ieri è stata quella che ha annunciato la Federal Reserve che come previsto da molti ha tagliato i tassi di riferimento statunitensi di ulteriori 0.5 punti percentuali nella speranza di dare una scossa e sopratutto una spinta alla vituperata economia statunitense. Da segnalare inoltre che in gennaio negli Stati Uniti dovrebbero essere stati creati 130mila nuovi posti di lavoro dal settore privato. La stima resa nota dalla societa' di ricerche del New Jersey Adp è nettamente superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 43mila nuovi impieghi. Il dato ufficiale del dipartimento del lavoro sarà reso noto venerdì. Per l'intero 2007 il tasso di crescita dell'economia degli Stati Uniti è stato del 2,2% dopo il +3,3% registrato nel 2006. E' quanto emerge dalla prima stima sul Pil statunitense del quarto trimestre diffusa ieri. Tutte queste notizie hanno turbato i mercati finanziari e di conseguenza anche quello valutario che ha visto la moneta statunitense tenere abbastanza bene nonostante il secondo taglio dei tassi consecutivo in 8 giorni; eccezion fatta per il cross con l'euro in cui si sono nuovamente toccati i massimi storici con il cross che ha sfondato quota 1.4900.
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giovedì, gennaio 31, 2008
martedì 29 gennaio 2008
In attesa della FED
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Come preannunciato, oggi è stata una giornata ricca di dati macroeconomici giunti principalmente dagli States: i due dati su cui era posta la maggiore attenzione erano gli ordini dei beni durevoli e la fiducia dei consumatori.
Entrambi gli indici sono risultati positivi, superiore alle aspettative con un aumento del 2.6% degli ordini dei beni durevoli(dato depurato dal settore dei trasporti) e con l'indice sulla fiducia che nonostante fosse previsto in calo a 87.0 ha fatto registrare un valore pari a 87.9.
Altri dati interessanti di giornata da menzionare possono essere per quel che concerne il regno unito il dato sulla variazione degli stipendi nel settore retail che ha dimostrato come non siano aumentati in proporzione all'aumento del costo della vita.
Un ulteriore dato interessante è arrivato dall'economia canadese e più in particolare lo stato del settore manufatturiero che era visto in crisi.L'indice rivelato questo pomeriggio ha prontamente smentito questa sensazone constatando come questo settore goda di buona salute.
Ma la vera giornata cruciale sarà domani, giorno in cui la Federal Reserve deciderà se e di quanto abbassare i tassi per dare un ulteriore spinta all'economia statunitense.
La sensazione è che possa optare per un taglio anche di mezzo punto percentuale con l'obiettivo di portare il tasso al 2.5% entro il terzo trimestre del 2008.
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martedì, gennaio 29, 2008
Waiting for USA

Dopo il dato non proprio incoraggiante di ieri sulla vendita delle case negli states che ha visto calare le vendite da 634K a 604K confermando le grandi difficoltà in cui naviga il mercato immobilare statunitense, oggi sono attesi numerosi altri dati che potrannno dare un indirizzo di breve periodo più chiaro al biglietto verde.
Oltre al dato sullo stato degli ordini dei beni duraturi infatti è atteso nel tardo pomeriggio anche il dato sulla fiducia dei consumatori che è previsto in calo.
Se questo dovesse verificarsi potremmo assistere a nuovi minimi del dollaro specie nei confronti della moneta unica europea.
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martedì, gennaio 29, 2008
lunedì 28 gennaio 2008
Nuovi tagli in vista
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Dopo quella che può essere tranquillamente definita come una delle settimane più impegnative per i mercati internazionali dell’ultimo periodo : la paura per una recessione statunitense che possa contagiare il resto delle economie mondiali non è ancora tramontata nonostante il sostanzioso taglio dei tassi da parte della FED di settimana scorsa.
Questa settimana invece, si prospetta ricca di appuntamenti e di notizie macroeconomiche che potranno dare un’idea, se non di lungo periodo, quantomeno potrebbero riuscire a dare un’idea di breve per quel che concerne l’indirizzo del mercato.
La maggior parte delle attenzioni sono ovviamente concentrate sulla riunione della FOMC di mercoledì 30, giorno in cui la banca centrale statunitense si prevede possa tagliare di ulteriori 0.25 punti i tassi d’interesse.
Venerdì verrà pubblicato il dato sui non-farm payrolls, vero e proprio market mover degli ultimi mesi, indicatore importante per tracciare lo stato di salute del mercato del lavoro americano.
A tal proposito, i jobless pubblicati settimana scorsa, hanno confermato il grado di indebolimento cui stiamo nostro malgrado assistendo dalla fine dell’anno appena conclusosi.
Altri dati che converrà seguire con attenzione sono gli ordini di beni durevoli (martedì), il GDP (mercoledì), il Chicago PMI (giovedì) ed il Manufacturing ISM nonché il University Michigan Sentiment (entrambi in pubblicazione venerdì).
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Giuseppe Ficara
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lunedì, gennaio 28, 2008